Martedì 15 giugno 2021 è una data scritta a caratteri cubitali per la sua importanza storica nel mondo del calcio femminile spagnolo.

Il Consiglio Superiore dello Sport ha ufficializzato il professionismo della Primera Division, che diventa così la prima categoria femminile a diventare professionista per legge (10/1990).

Se si pensa che la transizione allo status pro a partire dalla prossima stagione sarà una cosa semplice, si commette un errore.

Il cambiamento però potrebbe slittare di qualche stagione, come confermato dal mancato annuncio della partenza della prossima Primera Iberdrola con il nuovo stato professionistico.

Secondo quanto riportato da MARCA, esisterebbe una bozza trasferita ai club con tutte le novità su badget e campi da gioco.

La prima riguarderebbe la denominazione del torneo, che non sarà Liga Ellas bensì Primera RFEF Femenina. Un cambiamento rispetto a quanto annunciato alcune settimane fa dal Consejo Superior de Deportes.

Dalla stagione 2022/23 le società della Primera RFEF Femenina dovranno presentare un campo di gioco in erba naturale per tutte le partite ufficiali, costringendo al cambiamento società come il Granadilla Tenerife che gioca nel sintetico.

Ogni impianto dovrà essere dotato di illuminazione sufficiente per disputare le partite in notturna e consentire la messa in onda televisiva degli incontri, e del numero minimo di 4000 spettatori da disporre lungo tribune perimetrali per tutto lo stadio, elemento quest’ultimo che potrebbe slittare all’esercizio 2023/24 per permettere alle società di mettersi in regola.

Dalla stagione 2023/24 i 16 club del massimo torneo spagnolo dovranno avere un bugdet minimo di 1.500.000 euro se i diritti televisivi contribuiranno con un minimo di 500mila euro oppure 700mila euro in ogni altra circostanza.

Comunque il budget a disposizione dovrà essere più del doppio dell’importo risultante dall’aiuto diretto ottenuto mediante RFEF, Territori o Pubbliche Amministrazioni.

Un’altra voce riguarda lo stipendio minimo delle atlete, che dovrà essere di 35mila euro annui per le giocatrici con età superiore ai 23 anni e nel caso in cui la cessione dei diritti televisivi superi quota 500mila euro.

La somma scende a quota 28mila euro se la cessione dei diritti televisivi supererà 350mila euro, 20mila euro in ogni altra circostanza.

Al momento valori non rispettati in Primera Iberdrola.

Se consideriamo tutti i requisiti, soltanto poche società li soddisfano al momento e questo comporta la necessità di avviare un processo di transizione, con slittamento del professiosnismo alla stagione 2022/23 o addirittura a quella successiva.