Nuova polemica in Spagna dopo il commento vergognoso udito dal pubblico tra il primo e il secondo tempo di Real Madrid-Eibar, e condivisi sui social in queste ore.

La presenza dei microfoni ambientali della trasmissione internazionale di ATA Football ha registrato quanto segue:

“Jorge, niente, non dovevano giocare. Dovrebbero vietarlo. Queste donne che vogliono l’uguaglianza, amico… “

sono alcune delle parole pronunciate da una persona non identificata, e che hanno scatenato l’indignazione in primis delle calciatrici.

Tra queste spunta il tweet di Virginia Torrecilla, centrocampista dell’Atletico Madrid:

“Questo è uno scherzo, vero? Per favore, ditemi che è uno scherzo…”

Fanno eco le parole dell’attaccante Sofia Jakobsson del Real Madrid.

“Non ho sentito bene, è uno scherzo. Per favore, dite che è uno scherzo.”

Ainhoa Tirapu, ex portiere dell’Athletic Club di Bilbao, va meno per il sottile.

“A volte perdi la voglia di continuare. Ma ti dico una cosa. NON VINCONO, SIAMO DI PIÙ!

Continuiamo a lavorare per una società migliore. ‘Abbaiano Sancho, segnale che giriamo’ “

Spagna, il comunicato RTVE

Il comunicato di RTVE non ha tardato ad arrivare.

“Radio Televisión Española ha aperto un’indagine interna per chiarire l’origine degli imperdonabili commenti da macho che potevano essere ascoltati dai suoni ambientali durante i test della partita LaLiga Primera División Femenina tra Real Madrid ed Eibar del 16 maggio.

Trattandosi di un test tecnico, questa sequenza non è stata trasmessa su nessuno dei canali o piattaforme RTVE, né su Teledeporte che trasmette la partita in diretta, né su +TDP.

Secondo un contratto con la Federcalcio spagnola, i diritti che RTVE detiene su questo evento sportivo non sono esclusivi, quindi RTVE deve fornire il segnale della partita alla RFEF per l’eventuale distribuzione a terzi sia a livello nazionale che internazionale.

L’Osservatorio sull’uguaglianza ha agito d’ufficio e ha avviato un fascicolo affinché vengano prese le misure appropriate nel caso in cui questi commenti sessisti potessero provenire da un lavoratore della RTVE.