La prima all’Allianz Stadium non si scorda mai. Dopo il grande successo di tre stagioni fa per la Première che di fatto decise lo scudetto contro la Fiorentina, la Juventus è tornata all’Allianz Stadium per la prima assoluta in Champions League, che questa volta le ha viste perdere di misura contro il Chelsea.

I 16.781 spettatori presenti in una serata di mercoledì sono un grande successo per il calcio italiano, che porta una sua rappresentante in uno degli stadi più belli d’Italia.

E questo considerando il periodo storico che stiamo vivendo e che, al momento, non consente di riempire totalmente gli impianti sportivi.

Alla bellezza della serata di Champions vissuta all’Allianz Stadium si contrappone la bruttezza dei soliti beceri cori a cui le partite del maschile hanno abituato.

Soprattutto sul canale DAZN UWCL che ha trasmesso la partita in lingua inglese, è stato facile udile il noto “m***a” diretto verso il portiere Berger.

L’ennesima “bella figura” che tocca questa volta il calcio femminile, che in una bella serata come quella torinese ne avrebbe fatto volentieri a meno.

Non abbiamo la fortuna di leggere, per una volta, commenti sensati con cui si condanna questo tipo di coro.

Con la scusante del “vogliono la parità di genere, si beccano anche questo” si è giustificato un coro fastidioso anche in campo maschile.

Se il tifo del calcio maschile non vuole riconoscere la parola “educazione” durante le partite, ciò non significa che questo debba essere portato nel mondo femminile.

Abbiamo negli occhi la notizia dei gravi insulti provenienti dalla Spagna (leggi qui) e sebbene il fatto dello Stadium non sia paragonabile per violenza delle parole, è altrettanto vero che il rispetto si vede anche da ciò che esce di bocca e che, siamo certi, le calciatrici stesse non hanno voglia di ascoltare. Anche un semplice “m***a”