Le calciatrici portoghesi sono sul piede di guerra contro la Federación Portuguesa de Fútbol (FPF), accusata di discriminazione di genere.

Tutto nasce il 29 di maggio, quando la FPF fissò un tetto di 550mila euro per squadra come salario massimo per la stagione 2020/21. Una manovra assente nel mondo maschile e per questo contestata.

Sono ben 14o le calciatrici lusitane tra Primera e Segunda Division e militanti all’estero, che hanno cominciato la crociata contro la Federazione, affidandosi a un avvocato.

Nel comunicato emesso si legge che

La FPF viola drasticamente il principio di uguaglianza di trattamento tra uomini e donne, riducendo l’uguaglianza di opportunità per le calciatrici nazionali e straniere.

Una vicenda che segue un’altra battaglia per la parità di trattamento, quella delle calciatrici statunitensi contro la Federazione a stelle e strisce.