Il Logroño è tra le squadre protagoniste del calciomercato spagnolo in Primera Iberdrola. Tra i suoi colpi da 90 ecco Olga Garcia, proveniente dall’Atletico Madrid e protagonista di questa intervista.

Sei stata una dei primi acquisti del Logroño, che sta allestendo una formazione molto importante. Quali aspettative per questa stagione?

Mi aspetto che ci divertiamo, che competiamo e che miglioriamo il record dello scorso anno.

La scorsa stagione era terminata in anticipo a causa dell’emergenza sanitaria. Quanta voglia hai di giocare le partite?

Tanta. Sono mesi che non giochiamo a calcio che è ciò che ci piace, e abbiamo una tremenda voglia di cominciare.

Hai esperienze in squadre come il Barça, il Levante e l’Atletico Madrid. Che ricordi hai di questi periodi?

Mi sono serviti per imparare a livello mentalle, a non abbassare mai le braccia e ad apprendere dalle migliori giocatrici che grazie a ciò mi hanno fatto essere migliore.

Tre volte campionessa in Primera Iberdrola, 4 Coppe di Catalogna e 5 Coppe de la Reina. Di questi trionfi qual è il più importante per te e perché?

Realmente tutti i momenti sono importanti. Ma nel 2011 fu il momento più speciale della mia carriera, quando nel 2011 vincemmo il primo titolo della storia del Barcellona e avevo potuto portare quel trionfo.

Qual è il significato di vestire la maglia della selezione spagnola?

Rappresentare il tuo Paese, nel mio caso è un orgoglio e un premio al rendimento.

Il tuo calcio in tre parole?

LA MIA PASSIONE.

Olga Garcia: “Amo i kart”

Ci sono calciatrici che giocano a titoli come FIFA per Playstation. Anche tu sei tra queste?

È il mio hobby. Divertirmi la sera alla Playstation mi piace e mi aiuta a non pensare a nulla e a divertirmi con le partite.

Scopriamo un po’ Olga fuori dal terreno di gioco. Quali sono i tuoi hobby?

Il padel e i kart. Dopo il calcio i motori sono la mia passione e quando posso, scappo.

Per concludere, qual è il tuo desiderio più grande?

Essere felice al Logroño.

Un ringraziamento a Olga Garcia e al EDF Logroño per averci concesso questa intervista.