Essere professionisti dell’informazione ha fatto passare le testate sportive e generaliste quali possessori di affidabilità, serietà e soprattutto verità.

Questo ha messo in difficolità piccoli siti di informazione come il nostro e come quelli della concorrenza, a cui non viene perdonato nemmeno un errore nell’inserimento delle virgole o dei punti fermi.

Un concetto che però piano piano, seppur a ritmi lenti, comincia a cadere per demerito proprio dei professionisti dell’informazion, e il caso che coinvolge La7 e Cristiana Girelli ne è una piccola dimostrazione.

Veniamo al dunque. Nel pre-partita tra Sassuolo e Juventus, in studio sono stati elencati i tre punti deboli delle due formazioni.

Nell’elenco delle bianconere è apparso a sorpresa il nome della numero 10 bianconera, in campionato spesso decisiva con le sue prestazioni.

Si sa che la migliore testimonianza è quella regalata dal terreno di gioco e Girelli risponde con le due reti di testa che valgono tre punti e il +6 sulle neroverdi.

E se la risposta della bomber bianconera arriva a suon di gol, quelle di Martina Rosucci e Barbara Bonansea arrivano nel post partita.

La centrocampista bianconera punta su un post irriverente per prendere in giro La7, la numero 11 invece ricorda che in campo si vince e si perde in 11, e che il punto debole non è in alcun caso una singola atleta.

Avevamo espresso dubbi sul lavoro di La7 all’inizio del loro operato, beccandoci critiche negative per le perplessità che avevamo sollevato.

Se si vuole citare i professionisti dell’informazione del calcio femminile, dal lato della nostra esperienza, vedere il lavoro effettuato in Spagna non farebbe male.